AGRITURISMO ARABESQUE

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ERICE

Il passato remoto davanti ai nostri occhi






Posta strategicamente sulla sommità del monte Erice, fu fondata, secondo Tucidide, dagli esuli troiani i quali - fuggendo nel Mar Mediterraneo - avrebbero trovato il posto ideale per insediarvisi; sempre secondo Tucidide, i Troiani - unitisi alla popolazione autoctona - avrebbero poi dato vita al popolo degli Elimi.

Fu contesa da Siracusani e Cartaginesi sino alla conquista da parte dei Romani nel 244 a.C.

Come per tutti i centri isolani, da qui passarono (e lasciarono il loro segno architettonico) anche arabi e normanni, fino ai borboni prima del regno d’Italia.

Meravigliosa sintesi di arte, storia e paesaggio, la cittadina di Erice conserva praticamente intatto il suo centro medievale, perfettamente integrato con la morfologia del monte ed armoniosamente fuso con la splendida natura circostante.

L’impianto urbano ha perfetta forma triangolare ed è delimitato sul lato occidentale da mura ciclopiche, interrotte da torrioni e da tre porte normanne: porta Spada, porta del Carmine e porta Trapani.

A sud-est dell’abitato si trova il bellissimo giardino del Balio, all’interno del quale svetta il castello Pepoli, costruito in età normanna e largamente modificato nel XIX secolo per essere trasformato in villa.

Risale invece al XII secolo il castello di Venere: una tipica fortezza medievale costruita nell’area ove un tempo doveva sorgere l’antico santuario di Venere Ericina.

Erice accoglie più di sessanta chiese, alcune delle quali documenti architettonici di grande pregio e preziosa testimonianza storica: tra queste, le chiese di San Martino, di San Cataldo, di San Giuliano, di San Giovanni Battista.

La chiesa di San Giuliano fu costruita dai normanni intorno all’anno Mille e pesantemente trasformata nel secolo XVII; interessante per la sua facciata di pietra rosa è adibita oggi ad aula conferenze e centro culturale.

Al centro, la chiesa di San Domenico è oggi sede del prestigioso Centro Internazionale di Cultura Scientifica Ettore Majorana”, fulcro di un’intensa attività di ricerca scientifica, diretto dal Prof. Antonino Zichichi che lo fondò nel 1963.

La città è famosa anche per la sua particolarissima pasticceria locale, a cui le monache si sono dedicate fin da tempi lontani.

Di particolare pregio sono inoltre le caratteristiche ceramiche prodotte dagli artigiani locali ed i tappeti interamente intrecciati a mano.

Da non perdere è la festa dedicata a Maria SS. di Custonaci, patrona della città.

Le celebrazioni cominciano in tutto l’agro ericino nella settimana che precede l’ultimo mercoledì di agosto, per culminare poi nella processione che si snoda per le vie cittadine.

Il Venerdì Santo si svolge la processione dei Misteri: con il favore della suggestiva ambientazione medievale, sfilano per la città i gruppi statuari che ripercorrono le tappe più importanti della passione di Cristo.

E’ possibile usufruire della funivia che parte da Trapani e raggiunge il paese.



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